Il tempo non potrebbe essere più bello di così, in questa luminosa mattina di tardo novembre. Un sole tiepido riscalda la terra e la tinge d’oro, e tutte le file di vigne accanto a cui passiamo sembrano illuminate artificialmente. A perdita d’occhio sembra l’unica cosa che si possa vedere su queste dolci colline: vigneti, vigneti e ancora vigneti.
E chi si stupisce? Siamo in Valpolicella, la vallata tra il lago di Garda e Verona che  nei decenni si è conquistata a ragione la nomea di valle del vino pregiato.

Mi godo il paesaggio mentre guidiamo, pensando a quanto sia diverso dalle mie amate Marche, e quanto l’Italia sia pazzesca in ogni suo angolo. Un Paese perfetto da scoprire in maniera lenta, tra i boschi, godendosi il panorama dal dorso di un cavallo.

Sorrido pensando a quanto sono fortunata: è un martedì mattina e, mentre tutti sono chiusi in qualche ufficio, noi ci dirigiamo verso una giornata di cavallo, natura e buon vino (eh, certo!) in Veneto. La dura vita dell’Ambassador HorseTouring, ragazzi! Ci vuole tanta dedizione per scoprire e raccontare i luoghi più belli d’Italia a cavallo.

Proprio quando il navigatore annuncia che mancano solo 5 minuti alla nostra meta, scoppio in una fragorosa risata: davanti a noi, il cartello bianco bordato di nero delle indicazioni comunali ci avverte che stiamo per entrare a…Cavalo! E certo, dove altro doveva essere la nostra meta?

Superiamo i cancelli d’ingresso del B&B e Centro Equestre Le Corone e ci si apre davanti una vista spettacolare: l’intero paesaggio collinare della zona si stende a perdita d’occhio davanti a noi, si intravede un fiumiciattolo, vigne finché si riesce a vedere e in fondo una linea svettante di denti bianchi, i monti della Lessinia. Sono in estasi! Non vedo l’ora di avventurarmi a cavallo tra i boschi, accompagnata da questa vista!

Una ragazza giovane con due fanali azzurri al posto degli occhi ci viene incontro e ci abbraccia. “Aspetta di vedere dove andremo, c’è una vista incredibile!”, mi sussurra davanti al mio sguardo estasiato. Ah, meglio di così? Pensa…

Si chiama Camilla, e solo guardandola camminare si capisce che è una donna di cavalli da sempre. Si aggira per le scuderie, tra i cavalli e in mezzo a noi con la sicurezza di un’amazzone, e i cavalli la osservano placidi, completa fiducia nei loro occhi. E come potrebbe essere altrimenti? È nata e cresciuta in mezzo a loro, il padre aveva un centro equestre sul lago fino a 8 anni fa, e poi ha portato famiglia ed equini tra queste colline, lontano da tutto, per aprire questo B&B con viste da favola.

Mi vergogno un po’, mentre indosso i miei pantaloni da equitazione all’inglese e gli stivali di gomma…qui siamo tra veri cowboy! Stivali di pelle, jeans, selle americane e bisacce. Come si addice a dei veri cavallerizzi montanari. “Ilaria, sai andare a cavallo bene vero? Che qui ti diamo un vero diavolo!”, dice ridendo Massimo, il papà di Camilla. Non capisco se scherzi o meno, ma in realtà non mi importa…so andare bene a cavallo, ma in questo momento ho così voglia di montare in sella che lo farei anche con il cavallo del demonio in persona!

Scopro in fretta però che qui di cavalli “difficili” non ce ne sono: il mio diavoletto si chiama Sunny, è un gigante sauro dagli occhi buoni e docili, che mi perquisisce alla ricerca di una carota prima di farmi avvicinare ma poi mi lascia salire senza muovere un passo. Un bonaccione, insomma.

Ci avviamo fuori dal maneggio, Camilla in testa, io dietro, gli altri 3 compagni di avventura che seguono. Tra di loro c’è anche il proprietario di un altro centro equestre, tra l’altro: Simone di Horse Trekking Dolomiti & Alto Garda, che ha vinto il contest di B&B Le Corone sulla foto con più like a Fieracavalli. La protagonista della foto vincitrice, una bellissima femmina di L’australian cattle dog, ci segue felice abbaiando. Ci avviamo lungo la strada asfaltata, ma potrebbe essere tranquillamente un’ippovia per quante macchine passano.

Passiamo nel centro del Paese, dove qualche arzilla vecchietta ci saluta cordiale, e poi proseguiamo verso le montagne. Camilla ci indica qualcosa davanti a sé: “ecco, andremo lassù. Vedete quella vena di roccia? È il marmo tipico della zona, con cui costruiscono tutti i tetti e gli elementi paesaggistici”.

Ci addentriamo nel bosco, e la luce che filtra tra gli alberi tinge tutto d’oro in questa giornata autunnale. Che meraviglia! Mano a mano che saliamo l’aria si fa più frizzante, e quando arriviamo sulla cresta del colle siamo battuti da un bel vento invernale. “Be’ siamo fortunati: qui siamo a Villa del vento, potrebbe andare molto peggio di così!”, commenta Camilla. Per fortuna dura poco, e ci buttiamo di nuovo nel folto del bosco, al riparo. I cavalli con il loro bel pelo lungo montanaro non hanno battuto ciglio.

Iniziamo a scendere, giusto in tempo perché ci solletica un certo languorino: stiamo arrivando alla nostra destinazione per pranzo!

Lasciamo i cavalli al pascolo e ci accomodiamo nel ristorante, dalle cui enormi vetrate si gode di nuovo della vista su tutta la vallata, e ci abbuffiamo con un pranzo a base di selvaggina e vino locale. Più KM0 di così non si può!

Quando è ora di ripartire siamo un po’ infreddoliti e appesantiti dalla digestione, ma bastano pochi passi in sella per scaldarci e tornare in forma. Così in forma che ci godiamo anche un po’ di galoppino in una lunga spianata, prima di riprendere la strada asfaltata che ci riporta al maneggio.

Ma prima di tornare, c’è una cosa che non potevamo non fare: una foto a cavallo sotto il cartello di Cavalo!

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