Alice Peterlini Brand Ambassador Horse Touring

D: Raccontaci qualcosa di te…
R: I cavalli ed i viaggi sono, da sempre, le mie passioni più grandi.
Grazie ai miei genitori ho iniziato molto presto ad andare a cavallo, praticando la monta inglese ed il salto ostacoli e grazie, poi, ad una laurea in Turismo, per molti anni ho lavorato nel settore delle vacanze come agente di viaggio. Oggi, durante il tempo libero, mi piace unire le due passioni, partecipando a diversi trekking a cavallo in Italia ed all’estero. Appena posso, monto in sella e parto.

D: Quando e come hai iniziato ad appassionarti al turismo equestre….
R: Avevo 17 anni, dopo tanto tempo di salto ostacoli, non reggevo più lo stress delle competizioni. Cercavo un modo diverso di vivere il cavallo, più rilassato. Ho iniziato a dedicarmi a lunghe passeggiate immerse nella natura che poi sono diventate trekking di più giorni e quindi veri e propri viaggi itineranti.

D: Cosa consiglieresti a chi vuole fare la prossima vacanza a cavallo….
R:

  • Di scegliere strutture e guide qualificate. Studiare, nei dettagli, cosa comprende la proposta (pernottamento, pasti, assicurazioni?) valutando la qualità del servizio offerto in rapporto anche al prezzo (accampamento, B&B, agriturismo oppure hotel 5*?) e considerare lo stato della logistica (eventuali trasferimenti compresi o esclusi, trasporto bagagli, maniscalco, veterinario?).
  • Prima di partire è importante non avere timore di fare domande alla guida o all’organizzatore. Durante il trekking muoversi sempre in sicurezza e dotarsi del giusto equipaggiamento che deve essere scelto a seconda della stagione e dell’itinerario che si andrà ad affrontare.
  • Infine, consiglio di essere molto onesti con se stessi e di partire valutando bene le proprie capacità equestri in base all’itinerario, il proprio spirito di adattamento, ma soprattutto il proprio grado di allenamento e stato fisico.

D: Quale esperienza consiglieresti di fare assolutamente…
R: Ne consiglierei una in particolare, che ancora oggi mi porto nel cuore: la scalata (e poi traversata) in due giorni, del Monte Stivo a 2054m, in Trentino-Alto Adige, che ho fatto con i ragazzi dell’Horsetrekking Dolomiti Alto Garda di Arco. Sulla sommità del monte, appena al di sotto della vetta, è installato un punto panoramico a 360 gradi dal quale si possono ammirare, oltre alle maggiori montagne delle Alpi Orientali (Marmolada, Adamello, Presanella ecc.) anche scorci memorabili sul Lago di Garda e, nei giorni più tersi, sulla pianura veneta, verso Venezia.

Ancora ricordo l’avvolgente sensazione di calore del fuoco acceso la sera, per la cena, la notte in tenda, il rosa dell’alba la mattina seguente, i profumi, il richiamo delle marmotte.

D: Ti sei mai trovata in difficoltà facendo trekking a cavallo?
R: Una volta, in Spagna, lungo il Cammino Primitivo per Santiago De Compostela.

Era l’8 Settembre 2018: dopo una lunga giornata fra le montagne delle Asturie e della Galizia, con nebbia al mattino, vento, acqua ghiacciata e quindi sole, nonostante l’equipaggiamento, ho avuto per i tre giorni successivi la febbre a 38. Ho dato fondo alla mia prudente scorta di medicine al seguito. La mia giovane cavalla, compagna di viaggio che fino ad un momento prima, per carattere, era sempre stata, un po’ irrequieta, “non ha più fiatato”, facendomi risparmiare molte energie. La ringrazierò sempre per la sua sensibilità e collaborazione. E’ grazie a lei se sono riuscita a concludere il viaggio ed arrivare alla Cattedrale.

D: Come vedi il mondo del turismo equestre tra 10 anni?
R: Con una domanda in costante crescita e grazie, soprattutto, all’immensa materia prima di tipo naturalistica ed enogastronomica del nostro Paese, la visione fra 10 anni è quella di un sistema finalmente organizzato con un ventaglio di proposte concrete, che possono essere vissute in tutte le stagioni (sempre nel rispetto dell’animale e dell’ambiente) esaltando un territorio fuori dai circuiti turistici di massa, alla scoperta di borghi e paesi sconosciuti non solo agli stranieri, ma anche alla maggior parte degli italiani.

D: Come ti vedi fra 10 anni?
R: Sempre a cavallo, in qualche parte del mondo.

Cosa non vorresti sentire/vedere quando si parla di turismo equestre?

Non tollero approssimazione e scarsa professionalità da chi, a volte, si propone come organizzatore e non tollero le persone che riducono la pratica del turismo equestre ad un semplice hobby da vivere con leggerezza.

D: Cosa rende speciale un viaggio a cavallo?
R: Viaggiare a cavallo è una meravigliosa esperienza che ti permette, con il suo andare lento, di riprenderti il contatto con la natura, di riscoprire luoghi, persone, storie, tradizioni… un’esperienza che fa bene al territorio, ma anche a se stessi, al corpo, all’anima, al cuore.

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