andare a cavallo da bambini

Ricordo perfettamente la mia reazione quando vedevo qualcuno andare a cavallo, da bambina. Magari passavano accanto alla nostra macchina, altissimi e bellissimi, cavallo e cavaliere che si muovevano con un unico movimento fluido, e io incollavo il naso al finestrino e spalancavo la bocca in ammirazione.

I cavalli hanno un fascino tutto particolare sugli esseri umani, ma soprattutto sui bambini. Quelle creature così alte e possenti, ma dallo sguardo dolce e fiero, che ti seguono con gli occhi e con le orecchie mentre ti muovi intorno a loro…per un bambino, alto un metro e un tappo, sembrano creature provenienti da un altro mondo. Ne vedo tanti di bambini che, come me quella volta, spalancano la bocca in ammirazione ogni volta che si trovano al cospetto di questo splendido animale. E spesso vedo i genitori, preoccupati, oscurare quella precoce passione.

Be’, io non ringrazierò mai abbastanza mia mamma per avermi fatto andare a cavallo da bambina. Non ringrazierò mai troppo i miei genitori per avermi fatto godere dell’emozione di montare sulla schiena di un animale centinaia di chili più pesante di me, quando a malapena sapevo guidare una bicicletta. Perché andare a cavallo da bambina è una delle cose più belle che abbia fatto in vita mia, e forse oggi non sarei ciò che sono se non mi avessero permesso di realizzare quel sogno allora.

Andare a cavallo da bambini: l’emozione oltre lo sport

Girano molte voci discordanti sugli effetti negativi dell’equitazione su un corpo non ancora formato, ma pochissime hanno una qualche valenza scientifica. Anzi: andare a cavallo da bambini è uno degli sport più completi e formativi che possano esistere. E con completo non intendo (solo) sulla muscolatura. Perché l’equitazione è emozione prima ancora che essere sport, e nulla è più completo di un’emozione.

Sul fronte fisico, quali muscoli non vengono stimolati dal costante sforzo di restare in equilibrio su un animale che si muove sotto di te? Le gambe, che si stringono intorno al corpo del cavallo e che sostengono tutti i movimenti del cavaliere; gli addominali, che permettono di mantenere l’equilibrio e di muoversi all’unisono; le braccia, le spalle e la schiena, che sono in costante tensione per controllare i movimenti e governare le azioni del cavallo. Il tutto abbinato al senso dell’equilibrio, alla destrezza di più movimenti in contemporanea, alla leggerezza del proprio corpo. Ogni singolo muscolo, del cavallo e del cavaliere, lavora in sincrono per riuscire a compiere lo spettacolo di una cavalcata. E lo sviluppo precoce di tutte queste fasce muscolari è un ottimo allenamento per i bambini!

 

A scuola di comunicazione

Ma il cavallo insegna molto di più di come allenare i muscoli e l’equilibrio. È una scuola di vita che inizia molto prima di cavalcarlo.

Una scuola per imparare i segnali della comunicazione non verbale, a cui tutti i bambini dovrebbero essere preparati crescendo. La relazione con il cavallo è proprio questo: cogliere i segnali del suo corpo e interpretarli, come se ti stesse parlando. Seguire le sue orecchie per sapere sempre se è infastidito o sta bene. Scoprire come avvicinarsi per non farlo spaventare, come conquistare la sua fiducia.

Anche quando è troppo piccolo per cavalcare, un bambino dovrebbe poter stare a contatto con un cavallo o con un pony, anche solo per imparare questa forma di rispetto e di relazione.

Imparare a prendersi cura di lui, a capire che ad ogni suo gesto corrisponde una reazione. È questa la cosa più importante, alla fine, non quello che si impara in sella! Perché insegna anche l’autostima: quella fortissima autostima che deriva dal vedere un animale enorme che risponde ai tuoi comandi, che si fida di te tanto da lasciarti comandare…quando evidentemente potrebbe farlo lui.

Mi è stato detto che l’equitazione è uno sport individuale, che non aiuta a sviluppare il senso dell’altro.

Ma come si può dire una cosa del genere, quando a cavallo si è sempre in due? Cavallo e cavaliere. Un’unica entità.

Come sport o come attività della domenica…grazie, mamma!

Non tutti possono permettersi di praticare l’equitazione come sport, sia per costi che per tempi. È uno sport importante, che assorbe ogni energia e momento libero, difficile da mantenere e ancora più difficile da abbandonare. A volte dà grandi soddisfazioni, altre sembra che con una caduta sia crollato anche il mondo. Ma ogni mamma e ogni papà che veda suo figlio spalancare la bocca in ammirazione davanti a un cavallo dovrebbe provare, almeno occasionalmente, ad assecondare la sua passione. Magari insieme. Perché l’unica cosa più bella dell’andare a cavallo da bambini, è che quest’attività diventi un gioco in famiglia.

Qualche giro sui pony, prima degli 8-10 anni, o delle più intense passeggiate a cavallo nella natura a partire dai 14 anni, per godere al meglio della bellezza del mondo. I luoghi in cui andare a cavallo sono tantissimi, vicino a casa o in vacanza. Un modo perfetto per passare la domenica, non solo montando a cavallo ma lasciando che l’animale svolga il suo ruolo di scuola di vita. E qualunque bambino, da grande, ringrazierà i suoi genitori per avergli fatto questo regalo: perché le emozioni che regala andare a cavallo da bambini non hanno eguali.

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