brand ambassador a cavallo in passeggiata


D. Raccontaci qualcosa di te…
R. Vivo in Campania, sono giornalista e blogger e mi sto specializzando in Scienze del Turismo e promozione e marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali. Sono nata e cresciuta a cavallo e, come amo ripetere spesso, ho imparato prima a stare in sella che a nuotare ed andare in bicicletta. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia a stretto contatto con questo mondo, con una scuola equitazione in gestione ed un padre istruttore federale F.I.S.E. Salire in sella è stato inevitabile! Ho alle spalle una bellissima carriera nel salto ostacoli, con una medaglia di bronzo ai Campionati Italiani Young Rider 1° grado del 2007. L’equitazione è stata un vero e proprio viaggio dentro me stessa, mi ha aiutato a crescere tanto e ha definito il mio carattere al meglio.

D. Quando e come hai iniziato ad appassionarti al turismo equestre?
R. E’ successo tutto quasi per caso. Io, cresciuta in un maneggio, avevo ben poca confidenza con la monta all’aria aperta. Chi ne capisce sa che c’è una bella differenza tra le due tipologie di approccio. Ma è un mondo che mi ha sempre affascinato, un modo di vivere il cavallo completamente diverso, più naturale e puro. Ho smesso con il salto ostacoli nel 2009 e, dopo qualche anno di pausa, ho deciso di non voler vivere una vita lontano dai cavalli. Così eccomi lì, ad organizzare il mio primo viaggio a cavallo, un’intera settimana immersa nella natura nel Parco Nazionale della Majella! Da lì ho deciso di non smettere e mi sono appassionata sempre di più, decidendo di raccontare le mie esperienze all’interno del mio blog personale Where is Melissa? – Viaggi a cavallo ed itinerari in Italia.

D. Cosa consiglieresti a chi vuole fare la prossima vacanza a cavallo?
R. Viaggiare a cavallo non è uno scherzo! Consiglierei innanzitutto di affidarsi a dei veri professionisti del settore e di non improvvisare nulla. E’ un tipo di viaggio che va organizzato meticolosamente ed in base alle proprie capacità in sella. Non tutti i sentieri sono adatti a chiunque così come non tutte le mete. Affidarsi ad una guida equestre abilitata è sicuramente la scelta giusta così come lo è scegliere bene i propri compagni di viaggio. Detto questo, il vero consiglio è invece quello di partire e godersi questa esperienza unica, il contatto con la natura e con questi animali meravigliosi.

D. Quale esperienza consiglieresti di fare assolutamente?
R. Suggerirei, senza alcun ombra di dubbio, di attraversare il Parco Nazionale della Majella a cavallo, come ho fatto io. Un viaggio di una settimana, solo natura e cavalli per giorni e giorni. Ho percorso ben 151 chilometri, dormito nei boschi in tenda proprio vicino ai cavalli. Il tutto accompagnata dalla mia migliore amica e dai professionisti della Stazione di Posta Cavalli Majella. È stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita.

D. Ti sei mai trovata in difficoltà facendo trekking a cavallo?
R. Certamente, capita anche ad i più esperti perché le variabili sono infinite. La difficoltà maggiore è affrontare le proprie paure ed i propri punti deboli. Ho una grandissima esperienza in sella, ma questo non mi porta mai a sottovalutare l’esperienza che sto per fare. E’ un po’ una sfida con se stessi, un continuo mettersi alla prova. Ed è uno degli aspetti che più mi piace di questi viaggi. Le difficoltà possono essere tante: dal clima, alla stanchezza, alla gestione del cavallo. Come ho già detto prima, in questi casi a fare la differenza sono i compagni di viaggio e soprattutto la guida equestre.

D. Come vedi il mondo del turismo equestre tra dieci anni?
R. In continua crescita. In questi ultimi anni c’è una grossa attenzione nei confronti del turismo slow. E quale modo migliore di viaggiare lentamente se non quello di farlo a cavallo!

D. Come ti vedi tra 10 anni?
R. Non ne ho idea! E spero che tra dieci anni la mia risposta sarà ancora questa. Ho bisogno sempre di nuove esperienze e nuovi orizzonti. Il mio sogno sarebbe quello di vivere in campagna e condurre uno stile di vita sano, con le persone che amo e possibilmente con qualche cavallo attorno a me.

D. Cosa non vorresti sentire/vedere quando si parla di turismo equestre?
R. Quello che più odio è l’improvvisazione. Attività di turismo equestre dovrebbero essere proposte esclusivamente dai professionisti, altrimenti può diventare pericoloso. Vedo troppo spesso mettere in sella principianti per la primissima volta senza far indossare loro il cap, che non è obbligatorio, ma dovrebbe essere la prima regola di buon senso di una guida equestre. Altra cosa che non tollero è la cattiva gestione dei cavalli, un paese con una reale cultura equestre non dovrebbe permettere maltrattamenti e soprusi in alcun modo.

D. Cosa rende speciale un viaggio a cavallo?
R. Il contatto con la natura, il viaggiare con lentezza, il riprendersi il proprio spazio nel mondo. E poi ovviamente il rapporto e la fiducia che si instaura con il cavallo, da sempre – per me – il vero migliore amico dell’uomo!

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