Oggi vi presentiamo Andrea Mategazza, content creator, Ambassador di HorseTouring e nostra amica .
Andrea ci porta nel suo mondo a cavallo, fatto di passioni, emozioni e legami unici con i cavalli, raccontando con autenticità ogni esperienza e ispirando tutti a vivere l’equitazione con curiosità e rispetto.
D: Ciao Andrea, quando e come è nata la tua passione per i cavalli e l’equitazione?
R: Ciao a tutti, la mia passione per i cavalli e per l’equitazione è nata grazie ai miei genitori, che mi hanno accompagnata alla scoperta di questo mondo fin da quando ero piccola. In particolare, grazie a mio papà ho potuto vivere l’amore per i cavalli già in casa: ne abbiamo sempre avuti, spesso recuperati da situazioni difficili. Crescere accanto a loro mi ha insegnato il rispetto, la pazienza e l’importanza del legame con questi animali straordinari, che hanno fatto parte della mia crescita sia personale che sportiva.
D:C’è stato un momento specifico o un’esperienza che ti ha fatto innamorare del mondo a cavallo?
R: C’è un momento molto nitido nella mia mente: il giorno in cui ho visto per la prima volta il mio primo cavallo, quello che mi ha regalato mio papà. Ero a una festa in un maneggio di un suo amico, avrò avuto poco più di sette anni (non ricordo l’età precisa), e mi fecero provare un cavallone altissimo, tutto morello. Per me fu come un colpo di fulmine, un’emozione fortissima, come se avessi trovato la mia anima gemella.
Credete nei segni del destino? Io sì! Quel cavallo si chiamava Andy… sembrava fatto apposta.
Qualche giorno dopo, senza saperne nulla, lo trovai nel box di casa. Ricordo ancora che iniziai a piangere dalla felicità. L’unico rammarico è non avere ricordi “tangibili” di Andy con me, come una foto o, come si fa spesso, un piccolo pezzo della sua criniera nera. Ma il ricordo che porto nel cuore è più vivo che mai.
D: Qual è il ricordo più bello che hai vissuto finora insieme a un cavallo?
R: Il ricordo più bello vissuto insieme a Docs? Ce ne sono tantissimi, potrei raccontarne per ore, ma uno su tutti resta indelebile: la prima volta che lo montai, ormai più di otto anni fa.
Era durante una passeggiata nel parco che circonda il maneggio. Ricordo bene che nessuno lo voleva per uscire: lo descrivevano come lento, sempre ultimo, “poco divertente”. Ma per me andava benissimo così. Anzi, fu proprio questo a incuriosirmi e decisi di provarlo.
Durante quella passeggiata mi resi conto che la realtà era ben diversa da ciò che mi avevano raccontato. A un certo punto mi ritrovai addirittura ad aprire la strada al gruppo, con un cavallo attento, presente e sorprendentemente energico. Ricordo ancora perfettamente le parole del mio istruttore: “Non l’ho mai visto così attivo e felice… forse ha trovato la persona giusta.”
Da quel giorno, semplicemente, non l’ho più mollato. E credo che, in fondo, ci siamo scelti a vicenda.
D: Come descriveresti l’esperienza di un trekking o un viaggio a cavallo a chi non l’ha mai provato?
R: Descrivere un trekking o un viaggio a cavallo a chi non l’ha mai provato non è semplice, perché è un’esperienza che va ben oltre il semplice “andare a cavallo”. È un modo diverso di viaggiare, più lento, più autentico, che ti costringe a fermarti, ad ascoltare e a fidarti.
In sella non sei solo: condividi ogni passo con il cavallo, impari a leggere i suoi tempi, il suo respiro, il suo modo di affrontare il percorso. Il paesaggio scorre intorno a te in silenzio, e a un certo punto smetti di pensare alla meta e inizi a goderti davvero il viaggio.
Un trekking a cavallo è libertà, connessione e presenza. È sentirsi parte della natura, creare un dialogo fatto di piccoli gesti e sensazioni, e tornare a casa con qualcosa in più dentro: calma, consapevolezza e un legame ancora più profondo con il cavallo che ti ha accompagnato
D: Ci sono luoghi che sogni di esplorare in sella nei prossimi anni?
R: Sì, ci sono diversi luoghi che sogno di esplorare in sella nei prossimi anni. Uno di questi è sicuramente l’America, immaginandomi in un ranch, a stretto contatto con i cavalli e le mandrie, vivendo le giornate seguendo i ritmi della natura e degli animali. Un’esperienza autentica, fatta di polvere, spazi infiniti e di quel senso di libertà che solo certi luoghi sanno regalare.
Un altro grande sogno è l’Islanda. Ho già avuto la fortuna di fare una piccola passeggiata a cavallo lì, immersa nella neve, ed è stato qualcosa di magico. Mi piacerebbe però tornare per scoprirla in un’altra veste, quando tutto si colora di verde, con le lunghe giornate estive e quei tramonti incredibili che sembrano non finire mai. Credo che vivere l’Islanda a cavallo, in un contesto così diverso e potente, sarebbe un’esperienza indimenticabile.
D: Come utilizzi i tuoi canali social per raccontare il tuo modo di vivere l’equitazione?
R: Utilizzo i miei canali social un po’ come un vero e proprio diario personale. Fin da piccola mi è sempre piaciuto sperimentare con i social e raccontare quello che vivevo, soprattutto da quando ho ricevuto in regalo la mia prima macchina fotografica. Da lì ho iniziato a documentare le mie esperienze, condividendole anche su un piccolo canale YouTube, che mi piacerebbe riprendere proprio quest’anno.
Oggi utilizzo principalmente due piattaforme. Su Instagram condivido soprattutto fotografie e tendo a essere un po’ più riservata, anche se forse non si direbbe. Su TikTok, invece, mi sento più libera di sperimentare: seguo i trend del momento, racconto piccoli POV, routine quotidiane e momenti semplici, come i GRWM (“Get Ready With Me” preparati con me).
In entrambe cerco sempre di essere me stessa, raccontando la realtà!
D: Cosa ti piace comunicare di più ai tuoi follower quando mostri contenuti legati ai cavalli?
R: Quello che mi piace comunicare di più è il legame che si crea con il cavallo. Non solo la parte “bella”, ma anche la quotidianità, la pazienza, il rispetto e l’amore che stanno dietro a ogni gesto.
Vorrei che chi guarda i miei contenuti percepisse quanto i cavalli siano animali sensibili, capaci di insegnarci molto, se siamo disposti ad ascoltarli. Per me non sono solo sport o passione e cerco di trasmettere questo sentimento in modo semplice e sincero.
D: Come hai scoperto HorseTouring e cosa ti ha spinto ad avvicinarti a questo progetto?
R: Ho scoperto HorseTouring grazie a Cristian, uno dei founder, a febbraio 2025, attraverso un messaggio su TikTok in cui mi raccontava questo progetto così speciale. Da lì ho iniziato a informarmi meglio, cercando di capire davvero cosa volessero trasmettere e raccontare alle persone.
Quello che mi ha spinto ad avvicinarmi a HorseTouring è stato il modo autentico in cui vivono il viaggio a cavallo: non si tratta solo di trekking, ma di vere e proprie avventure capaci di farti scoprire persone, cavalli e luoghi meravigliosi, creando connessioni profonde e reali.
Mi sono ritrovata molto nei loro valori, nel rispetto per il cavallo, nella lentezza del viaggio e nell’idea di vivere esperienze genuine, lontane dalla fretta e dalle apparenze. È un progetto che racconta l’equitazione come la sento io: fatta di legami, emozioni e storie che lasciano qualcosa dentro.
D: Quale valore pensi che l’equitazione e il turismo equestre possano portare alle persone di oggi?
R: Credo che l’equitazione e il turismo equestre possano offrire alle persone di oggi qualcosa di molto prezioso: il tempo. Tempo per rallentare, per ascoltare se stessi e per ristabilire un contatto autentico con la natura e con gli animali.
Stare a cavallo ti obbliga a essere presente, a rispettare i ritmi di un altro essere vivente e a lasciare andare il controllo. In un mondo che va sempre di corsa, questo diventa quasi un atto rivoluzionario.
Il turismo equestre, in particolare, permette di viaggiare in modo più umano e consapevole, creando legami veri, non solo con i luoghi che attraversi, ma anche con le persone e i cavalli che incontri lungo il percorso. Alla fine torni a casa con meno aspettative e più consapevolezza, ed è forse questo il valore più grande.
D: Cosa ti emoziona di più quando racconti una giornata a cavallo?
R: Mi emoziona raccontare quello che succede davvero, senza pensarci troppo. I momenti semplici, il silenzio, il tempo che rallenta, il modo in cui il cavallo ti accompagna per tutta la giornata. Quando racconto una giornata a cavallo non penso a cosa mostrare, ma a come mi ha fatto sentire. È un modo per fermare quell’istante e condividerlo, così com’è, senza filtri.
D: Quale consiglio daresti a chi vorrebbe avvicinarsi per la prima volta ai cavalli e ai viaggi a cavallo?
R: Il consiglio che darei è di buttarsi e provare, senza aspettare di sentirsi pronti. Perché con i cavalli non sei mai davvero pronto, lo diventi mentre li vivi. Anche una prima esperienza semplice può lasciarti qualcosa dentro: un’emozione, una sensazione di calma, un ricordo che ti rimane addosso. Stare a cavallo ti insegna a rallentare, ad ascoltare, a fidarti, e spesso ti fa scoprire parti di te che non conoscevi. Non è solo questione di andare a cavallo o fare un viaggio, ma di quello che ti porti a casa dopo: un modo diverso di guardare le cose, più attenzione ai dettagli, più rispetto per i tempi e per chi ti accompagna. E se ti prende davvero, è qualcosa che ti resta nel cuore e ti cambia, anche un po’, il modo di vivere.
D: Quali sono i tuoi progetti futuri legati al mondo equestre?
R: Nei prossimi anni ho diversi progetti legati al mondo equestre che mi piacerebbe portare avanti. Uno dei più importanti è quello di diventare istruttrice e accompagnatrice equestre, per poter trasmettere alle persone le emozioni che provo ogni volta che vado a cavallo e sto a contatto con questi animali. Mi piacerebbe aiutare gli altri a vivere il cavallo da un punto di vista diverso, più lento e consapevole, e a scoprire il territorio guardandolo da un’angolazione nuova. Un altro obiettivo a cui tengo molto riguarda i social. Mi piacerebbe crescere, farmi conoscere da più persone e utilizzare le piattaforme come uno spazio per raccontare davvero il mio modo di vivere l’equitazione, senza costruzioni o finzioni. So che ci sono già tante ragazze che parlano di cavalli, soprattutto legate alla monta inglese, ma sento il desiderio di raccontare di più la monta americana, che viene praticata e mostrata meno.
Vorrei usare i social per avvicinare le persone a questo mondo, spiegare, raccontare la quotidianità, far vedere che esistono modi diversi di stare a cavallo, tutti validi, se vissuti con rispetto. Come dico spesso nei miei video: “Ciao, sono Andrea e faccio monta americana”. Per me non è solo una frase, ma un modo per raccontare chi sono e cosa mi piace condividere, sperando di ispirare chi mi segue a scoprire questo mondo con curiosità e semplicità.
D: C’è qualcosa che sogni di realizzare personalmente o condividere con la community di HorseTouring?
R: Sì, ci sono sicuramente cose che sogno di realizzare e condividere con la community di HorseTouring. Ho avuto la possibilità di viaggiare con loro in Toscana e vivere qualcosa di davvero speciale, fatto di paesaggi incredibili, cavalli, persone nuove e tante prime volte. È stata un’esperienza che mi ha permesso di uscire dalla mia zona di comfort e di vivere il viaggio a cavallo come una vera avventura. Quello che mi piacerebbe è continuare a vivere e raccontare questo tipo di esperienze, condividendole con chi segue HorseTouring, per far capire che non si tratta di una semplice passeggiata a cavallo, ma di un modo diverso di viaggiare e di stare insieme. Un’esperienza che ti resta dentro, che ti lascia un ricordo forte e sincero, qualcosa che ti porti nel cuore anche una volta tornato a casa. Mi piacerebbe che sempre più persone si avvicinassero a questo tipo di avventura, senza aspettative particolari, ma con la voglia di mettersi in gioco, scoprire e vivere davvero il cavallo, il territorio e le relazioni che nascono lungo il percorso. Condividere tutto questo con la community di HorseTouring sarebbe per me un modo per ispirare, ma soprattutto per raccontare qualcosa di vero.
D: Che impatto speri di avere sulle persone che ti seguono e che un giorno potrebbero decidere di partire per una vacanza a cavallo?
R: Spero di avere un impatto semplice ma reale. Mi piacerebbe che chi mi segue non si sentisse intimidito, ma incuriosito. Che guardando i miei contenuti pensi: “forse posso farlo anch’io”. Vorrei trasmettere l’idea che una vacanza a cavallo non è qualcosa riservato a pochi, ma un’esperienza che può adattarsi a tante persone diverse, se affrontata con rispetto e apertura. Mi piacerebbe aiutare chi parte a farlo senza troppe aspettative, pronto a vivere quello che arriva, bello o faticoso che sia. Spero anche di far capire che non è solo una questione di viaggio, ma di quello che succede dentro mentre lo vivi: il modo in cui impari a fidarti, a rallentare, a stare nel momento. Spesso sono proprio queste esperienze che ti restano addosso più a lungo, molto più dei luoghi in sé. Se anche solo una persona, dopo avermi seguita, decidesse di partire con più consapevolezza, curiosità e rispetto per il cavallo e per se stessa, per me sarebbe già tantissimo e avrei raggiunto il mio obiettivo.
Grazie mille ad Andrea per aver condiviso con noi la sua passione, le sue esperienze e i suoi sogni nel mondo equestre. È stato un vero piacere scoprire il suo legame speciale con i cavalli e il suo modo autentico di viverli. A presto, e che il viaggio a cavallo continui a ispirarci tutti!



